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BOHEMIAN RHAPSODY - ITALIAN QUEEN TRIBUTE BAND

I Bohemian Rhapsody, come si può ben capire dal nome, sono una delle Queen’s Tribute Band ufficiali riconosciuta sia dal fan club italiano, sia quello internazionale dei Queen, infatti non è un caso che il loro nome compaia nel sito ufficiale di Brian May.
I suoi componenti hanno messo a disposizione il loro talento e la loro passione per la musica, e in particolare per il sound inconfondibile dei Queen, per poter meglio comunicare l’immortalità di una band che nel giro di quarant’anni ha rivoluzionato il modo di concepire la musica.
Il preciso obiettivo di questi ragazzi è di trasmettere ciò che significa per loro la parola Queen, non a caso Freddie la scelse. Queen vuol dire regalità. Nell’ottica comune il re è colui che comanda, che ha il potere, invece il reale significato di questa parola è un altro:servizio…
Freddie ha messo al servizio di tutti i fan, la sua voce e il suo talento arrivando fino al cuore e anche oltre. Non si diventa immortali senza aver reso importante ciò che si è fatto in vita. E lui ci è riuscito.
Non è semplice oggi far capire tutto questo, il concetto di musica è decisamente cambiato, ma non vuol dire che non ci debba essere nessuno in grado di cambiare direzione. Infatti, nell’inverno del 2005 due ragazzi iniziano a pensare in grande, iniziano a capire che forse le loro vite potrebbero cambiare, dandosi uno scopo più alto. Questo progetto parte da Fabrizio Vassallo (voce) e Marco Alagna (chitarrista). Entrambi cominciano subito la ricerca dei restanti componenti della band, che devono avere come giusto prerequisito la loro stessa passione per la musica dei mitici Queen.
Quindi vengono ingaggiati, su suggerimento di Fabrizio, il bassista Andrea Floreno, il tastierista Giuseppe Gervasi e il batterista Vito Oddo. A questo punto si può dire che la band è finalmente al completo e si può dare inizio al lavoro vero è proprio; cioè ricreare, in sala prove, il sound dei Queen.
Decidono di concentrarsi su alcune tra le più famose canzoni del gruppo e il primo elemento di spunto è stato, non a caso, il Live at the Wembley Stadium del Magic Tour ’86, un concerto acclamato dalla critica come uno dei più riusciti dei Queen, ovvero l’acme della loro carriera musicale. Altri, oltre a Wembley, sono stati gli elementi di partenza, infatti, ci troviamo dinanzi ad una discografia indiscutibilmente ampia e policroma, che ha intensificato il loro lavoro, e che li ha portati a riassumere, in una scaletta, il senso del loro impegno. Dopo nove mesi di ricerca del giusto sound e della coesione tra tutti i componenti, i Bohemian si sentono pronti per “calcare” la scena con grinta e determinazione nella convizione che, nonostante le tante difficoltà cui dovranno andare incontro, è davvero questo ciò desiderano.
Le esibizioni negli anni 2006/07 sono molte e la band ha la possibilità di mettere in evidenza il loro talento sia nei pub che all’aperto, prendendo parte a moltissime manifestazioni, riscuotendo, così, il favore di un pubblico pronto a seguirli durante le varie performance.

I due anni di attività danno la possibilità agli stessi musicisti di crescere, di migliorare il rapporto con il palco e con il pubblico; i Bohemian Rhapsody, divertono, si divertono, ma soprattutto affrontano la musica con serietà e spirito di sacrificio.

Dopo i primi due anni di attività, il chitarrista Marco Alagna ed il batterista Vito Oddo lasciano la band, dedicandosi ad altri progetti. Questa è la prima svolta della band, per la quale diventa necessario ricercare nuovi componenti.

Vengono quindi contattati il chitarrista Mattia Argentino ed il batterista Carlo La Pica. Come naturale che sia, queste due nuove personalità, apportano nuova linfa vitale alla band, ed è questo cambiamento che permetterà loro di aprirsi a nuove soluzioni. Iniziano immediatamente le prove, e con ritmo serrato i pezzi vengono nuovamente arrangiati con l’obbiettivo di riuscire ad ottenere gli stessi risultati che i Bohemian avevano raggiunto in passato, e ovviamente con la speranza di riuscire a crescere e a migliorare.
La band ha iniziato la propria stagione di concerti girando l’intera Sicilia, ma nel settembre del 2010 Pietro Venza prende il posto del chitarrista Mattia Argentino. Questo ha portato di nuovo i Bohemian a provare e a riprendere il lavoro precedente con spirito diverso, più maturi e consapevoli del loro talento.
In conclusione direi che i nostri ragazzi hanno tantissima strada da percorrere ancora, ma sono sicura che riusciranno a volare sempre più in alto poiché cantano con lo spirito giusto, cantano con passione e convinzione. Sono dei semplici ragazzi che nonostante gli impegni e le priorità della vita quotidiana riescono in ogni momento a ritagliare un po’ di spazio per alimentare questa passione.
Bisogna ricordare che si arriva in cima soltanto partendo dal basso, le montagne non sono semplici da scalare, bisogna cingersi bene prima di inziare a salire. Questo riesce meglio se accanto si hanno persone che nel momento in cui le guardi negli occhi vedi la stessa fiamma che brilla nei tuoi. Credo, inoltre, che avviarsi verso una meta in compagnia di qualcuno, significhi ridere delle vittorie e soffrire per le sconfitte insieme, senza assegnare meriti o colpe a nessuno in particolare, ma accettarle tutti quanti all'unanimità.
In un mondo dove tutto è frivolezza e materialismo impariamo ad osservare laddove ci sono persone capaci di emozionare e che ci riportano al vero senso delle cose. Tutto gira intorno alla passione e al modo con cui essa viene espressa, a prescindere che sia la musica o qualsiasi altra forma d’arte. Quando un’emozione parte dal cuore non può non arrivare all’anima.

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